La Kitsune, la volpe a nove code della mitologia giapponese

In Giappone, il contatto con la natura ha fatto nascere molte leggende sugli animali. Tra questi, la volpe è diventata una creatura speciale chiamata Kitsune, simbolo di intelligenza e furbizia.

Le Kitsune sono volpi magiche che vivono molto a lungo e diventano più potenti con il tempo. Possono usare la magia, creare illusioni e trasformarsi in esseri umani, spesso assumendo sembianze umane per interagire con le persone.

Esistono due tipi principali di Kitsune.


Le Zenko sono volpi buone e benevole: servono la dea Inari, divinità dell’agricoltura, della fertilità e della fortuna. Sono considerate messaggere divine e protettrici dei templi shintoisti, e possono muoversi tra il mondo degli spiriti e quello dei vivi.

Le Yako, invece, sono volpi malvagie e dispettose. Possono rovinare i raccolti, ingannare gli uomini e, con il passare degli anni, imparano a parlare e prendere forma umana, spesso trasformandosi in donne. Per questo, in passato, alcune donne troppo ambiziose o seducenti venivano sospettate di essere Kitsune.

Le Kitsune possono anche influenzare le persone, apparire nei sogni e, in genere, tengono molto alla parola data.

Con l’età, una Kitsune sviluppa più code: ogni coda indica maggiore saggezza e potere. Dopo mille anni può diventare una Kyuubi, la leggendaria volpe a nove code, quasi divina. Se è buona, porta fortuna; se è cattiva, può causare grandi disastri naturali come incendi e terremoti.

La Kyuubi malvagia più famosa è Tamamo-no-Mae, che secondo la leggenda portò sciagure e guerre, finché non fu sconfitta da valorosi samurai.

Ancora oggi, le Kitsune sono molto presenti nella cultura giapponese e mondiale, e rappresentano l’idea che non tutto è come sembra.